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26 giugno 2010

PSR Abruzzo – Bando misura 323 ”Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale” – Richiesta incontro per criteri del bando

Gianni Meuti di Forestabruzzo e Gasper Rino Talucci di Fedagri e  hanno richiesto al Dott. Gaetano Valente Direttore Regionale Direzione Politiche Agricole e Autorità di Gestione PSR Abruzzo, un incontro preliminare alla emanazione del bando per la misura 323 ”Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale” del PSR.

Nel corso dell’ultima riunione del comitato di sorveglianza sono infatti emerse delle criticità in merito ai criteri di selezione dei beneficiari della misura 323 ”Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale” del PSR.

In particolare si è evidenziato come l’articolazione delle priorità rischia di favorire in modo eccessivo l’accesso ai finanziamenti per la predisposizione dei piani di gestione delle aree Natura 2000 (SIC e ZPS) da parte degli Enti parco a scapito dei Comuni gestori delle aree SIC.

Vanno quindi, secondo Fedagri e ForestAbruzzo, trovati in fase di predisposizione del bando degli opportuni correttivi, quali ad esempio dei tetti di finanziamento molto bassi che permettano di finanziare, o cofinanziare nel caso, l’elaborazione dei piani di tutti i 56 siti presenti nella nostra regione.

15 giugno 2010

FORESTABRUZZO E FEDAGRI SOLLECITANO ANCORA L’APPROVAZIONE DELLA LEGGE SUI CONSORZI FORESTALI.

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Giovanni Meuti, Presidente di ForestAbruzzo, l’associazione dei Consorzi Forestali operanti in Abruzzo e Gasper Rino Talucci, presidente del Settore Forestazione di Fedagri Confcooperative Abruzzo, che associa le Cooperative forestali, hanno inviato una nota ad Antonio Prospero, presidente della Commissione Agricoltura della Regione Abruzzo, e a tutti i membri della stessa Commissione.

Nella nota ricordano come sia trascorso un mese e mezzo, era il 1 maggio scorso, da quando, dopo l’insediamento del nuovo presidente Prospero, le stesse organizzazioni avevano fatto presente la assoluta necessità di far riprendere l’iter legislativo al Progetto di Legge Regionale n° 0036/09 “Norme in materia di consorzi forestali per la gestione associata del patrimonio agro-silvo-pastorale”, presentato da Antonio Del Corvo nel luglio del 2009, ricordando che il PLR è stato oggetto di una audizione della Commissione con A.N.C.I. e U.N.C.E.M. il 7 ottobre 2009, audizione in cui tali organizzazioni hanno espresso il pieno sostegno al PLR sollecitandone l’approvazione.

Nella nota viene sottolineato l’importanza fondamentale di rilanciare il settore forestale, così importante per la nostra Regione.

Viene ricordato infatti come nella nostra regione operino, ad oggi, ben 17 Consorzi Forestali, che associano circa 50 amministrazioni comunali (il loro numero è in continuo aumento), alcune Amministrazioni Separate degli Usi civici e tre Comunità Montane. I territori gestiti superano ormai i 60.000 ettari di cui oltre 40.000 ettari di superfici forestali.

Il varo in tempi brevi di questa nuova Legge Regionale, oltre che a regolamentare le esperienze già esistenti, rappresenterà un volano anche in abruzzo, similmente a quanto accaduto in altre regioni come la Lombardia, la Toscana, le Marche, ecc., per la nascita di una efficiente rete di soggetti associati gestori del patrimonio forestale, con grandi benefici per l’occupazione e lo sviluppo socio-economico delle aree interne.

La celere approvazione del PLR inoltre, con le previste norme di semplificazione amministrativa, avrà benefici effetti anche sulla spesa della Regione per il Piano di Sviluppo Rurale, spesa attualmente in ritardo in tutti i comparti agricoli, ma che è a zero per gli investimenti nel settore forestale. In altre regioni infatti, vedi Lombardia, il sistema dei Consorzi Forestali è il principale fattore di successo nella realizzazione delle misure forestali del PSR. E perché sia così anche nella nostra regione ci sono tutte le premesse sul territorio: manca solo il quadro legislativo rappresentato dal PLR all’esame della commissione agricoltura.

06 maggio 2010

Nota di Prospero a ForestAbruzzo e Fedagri

Il Presidente della 3^ Commissione Agricoltura della Regione Abruzzo Dott. Antonio Prosperi ha risposto alla nota a Lui indirizzata da ForestAbruzzo e Fedagri-Confcooperative confermando che "sarà mio impegno riprendere l'iter legislativo al progetto di legge n° 0036/09 "Norme in materia di consorzi forestali per la gestione associata del patrimonio agro-silvo-pastorale", avviato dal predecessore Dott. Antonio Del Corvo."
Il Presidente Prospero ha anche assicurato di trovare, all'interno degli impegni istituzionali già fissati, una data utile per l'incontro richiesto.

Allegati (1)

03 maggio 2010

Su IL CENTRO la richiesta di incontro a Febbo

E' stata pubblicata su IL CENTRO la notizia della richiesta di incontro di ForestAbruzzo e Fedagri-Confcooperative all'Assessore Mauro Febbo in merito ai problemi di operatività dei Consorzi Forestali.

Allegati (1)

01 maggio 2010

ForestAbruzzo e Fedagri per la ripresa dell'iter legislativo del PLR sui Consorzi Forestali

Giovanni Meuti, Presidente di ForestAbruzzo che associa quindici Consorzi forestali operanti in Abruzzo e Gasper Rino Talucci, presidente del Settore forestazione di Fedagri - Confcooperative, hanno inviato una nota ad Antonio Prospero, neo eletto presidente della 3^ Commissione Agricoltura della Regione Abruzzo.

Nella nota i suddetti, a nome dell'Associazionismo Forestale, augurano i migliori auspici di buon lavoro al nuovo Presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale d’Abruzzo nella certezza che, con la sua lunga e positiva esperienza politica ed amministrativa, certo saprà portare ottimi frutti al settore.

Nel contempo, evidenziando come le competenze della Commissione ricomprendano anche il settore forestale, segnalano la assoluta necessità di far riprendere l’iter legislativo al Progetto di Legge Regionale n° 0036/09 “Norme in materia di consorzi forestali per la gestione associata del patrimonio agro-silvo-pastorale”, presentato dal predecessore Dott. Antonio Del Corvo.

Meuti e Talucci ricordano che il PLR è stato oggetto di una audizione della Commissione con A.N.C.I. e U.N.C.E.M. il 7 ottobre 2009, audizione in cui tali organizzazioni hanno espresso il pieno sostegno al PLR sollecitandone l’approvazione.

Anche alcuni Gruppi di minoranza, e segnatamente il PD, nel corso della Assemblea dell’Associazionismo forestale del 12 dicembre scorso, ha espresso pubblicamente il proprio sostegno al PLR, in considerazione delle problematiche che il nuovo testo legislativo andrebbe a risolvere e dell’impulso allo sviluppo delle aree montane che si andrebbe ad ottenere.

ForestAbruzzo e Fedagri auspicano quindi che la nuova presidenza della Commissione non vorrà farsi sfuggire l’occasione di rilanciare un settore così importante per la nostra Regione. Ricordano infatti come nella nostra regione operino, ad oggi, ben 17 Consorzi Forestali, che associano circa 50 amministrazioni comunali (il loro numero è in continuo aumento), alcune Amministrazioni Separate degli Usi civici e tre Comunità Montane. I territori gestiti superano ormai i 60.000 ettari di cui oltre 40.000 ettari di superfici forestali.

ForestAbruzzo e Fedagri ritengono quindi che il varo in tempi brevi di questa nuova Legge Regionale, oltre che a regolamentare le esperienze già esistenti, rappresenterà un volano anche nella nostra regione, similmente a quanto accaduto in altre regioni come la Lombardia, la Toscana, le Marche, ecc., per la nascita di una efficiente rete di soggetti associati gestori del patrimonio forestale, con grandi benefici per l’occupazione e lo sviluppo socio-economico delle aree interne.

Nel rinnovare quindi la richiesta di celere approvazione del PLR ForestAbruzzo e Fedagri hanno anche richiesto un incontro con la Commissione al fine di meglio esplicitare le motivazioni della loro posizione.

Allegati (1)
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29 aprile 2010

ForestAbruzzo e Fedagri richiedono un incontro urgente all'Assessore Mauro Febbo

Giovanni Meuti presidente di FORESTABRUZZO e Gasper Rino Talucci presidente del Settore forestazione di FEDAGRI Confcooperative hanno inviato una nota all'Assessore Agricoltura e Foreste della Regione Abruzzo Mauro Febbo evidenziando che, come ripetutamente segnalato, sorgono continuamente problemi nella operatività dei Consorzi Forestali che ritardano e bloccano le attività forestali.

Tali ritardi e blocchi hanno gravi ripercussioni sui comuni soci dei Consorzi e quindi sulle collettività locali sia in termini di mancate risorse e servizi, sia in termini occupazionali.

Ultimi esempi sono il blocco delle istruttorie dei Piani di Gestione ed assestamento redatti dai Consorzi forestali, anche se regolarmente firmati da Dottori forestali abilitati ed iscritti all’albo professionale, perché i consorzi stessi non sarebbero “soggetti abilitati”.

Ricorrono sempre, inoltre, le incertezze più volte segnalate nelle istruttorie dei progetti di taglio (uso civico e uso commercio), con progetti bloccati con motivazioni a nostro parere molto discutibili.

Si ricorda che si sta parlando di attività per le quali non vengono richieste risorse pubbliche, ma tendenti solo a gestire nel miglior modo possibile il patrimonio forestale dei comuni proprietari.

L'Associazionismo forestale ritiene che molti di questi problemi potrebbero essere utilmente risolti con l’emanazione da parte della Regione di circolari esplicative, o meglio di apposite linee guida, che creino un quadro di certezze per i comuni proprietari e per gli operatori.

FORESTABRUZZO e FEDAGRI Confcooperative hanno quindi richiesto un incontro urgente al fine di risolvere le problematiche segnalate, al quale hanno segnalato l’opportunità che partecipi anche il Corpo Forestale dello Stato in considerazione della vigente delega ad “autorità forestale”.

Allegati (1)
  • 11-10 - 29apr10 fedagri-forestabruzzo - richiesta incontro RA.pdf 266 k Visualizza Scarica

Antonio Prospero nuovo Presidente della Commissione Regionale Agricoltura

image Il consigliere regionale del Pdl Antonio Prospero è stato nominato Presidente della Commissione Agricoltura.

Subentra all'ex consigliere regionale Antonio del Corvo, dimessosi dopo l'elezione a Presidente della Provincia dell'Aquila.

Il Consigliere Emilio Iampieri (Pdl) è stato, invece, nominato segretario della stessa Commissione.

07 aprile 2010

Agricoltura: Proroga al 23 aprile per domande Bando LEADER PSR

europa%2019_04 La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all'Agricoltura, Mauro Febbo ed alle luce di una nota tecnica predisposta dalla Direzione regionale del settore Agricoltura, ha prorogato al prossimo venerdì 23 aprile il termine utile per la presentazione delle domande relative al Bando pubblico per la selezione dei GAL (Gruppi di azione locale) e dei PLS (Programmi di azione locale) nell'ambito dell'asse 4 (approccio leader) del Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013. Tale proroga si è resa necessaria per consentire ai partenariati di adeguare le proposte in corso di elaborazione ai nuovi parametri territoriali e finanziari. In ogni caso, non verranno in alcun modo modificate le condizioni di ammissibilità delle proposte. Al contrario, si creeranno condizioni migliorative sia per le opportunità operative dei GAL che per le potenziali disponibilità finanziarie.

PSR Misura 221 “Imboschimento terreni agricoli”: proroga presentazione domande

20080708_1 Con Determinazione Dirigenziale n DH7/254 del 01 aprile 2010 il Servizio Foreste, Demanio Civico ed Armentizio della Direzione Politiche Agricole e di Sviluppo Rurale, Foreste, Caccia e Pesca, Emigrazione ha disposto la proroga fino al 15 maggio 2010 del termine ultimo per la presentazione delle domande di ammissione a finanziamento relative alla Misura 221 "Imboschimento di terreni agricoli" del PSR 2007/2013.

Documenti e altre informazioni:

19 gennaio 2010

INCONTRO CON REGIONE ABRUZZO

legno LUNEDI’ 25 gennaio 2010 alle ore 10,00 presso l’Assessorato Agricoltura della Regione Abruzzo in Via Catullo (Piazza Unione) a Pescara si svolgerà l’incontro da noi richiesto con il Direttore Regionale Dott. Gaetano Valente per pervenire ad una soluzione della questione della applicazione ai Consorzi della L.R. 25/88, che tanti problemi ci sta procurando.

In allegato una breve nota sulla questione.

Allegato: 1-10 forestabruzzo - incontro regione.pdf da Presidenza ForestAbruzzo 438 k Visualizza Scarica

09 ottobre 2009

Richiesta incontro urgente per problematiche tagli boschivi

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Pescara, 9 ottobre 2009

OGGETTO: Richiesta incontro urgente per problematiche tagli boschivi

A

Giovanni Chiodi

Presidente della Regione Abruzzo

 

Palazzo I. Silone - Via Leonardo da Vinci, 6

67100

L'AQUILA

A

Mauro Febbo

Assessore Politiche agricole e di Sviluppo rurale, forestale, Caccia e Pesca

Al

Dott. Gaetano Valente

Direttore Agricoltura, Foreste e Sviluppo Rurale, Alimentazione, Caccia, Pesca

Alla

Dott. Marzia Di Marzio

Servizio Foreste

 

Regione Abruzzo

Via Catullo, 17

65127

PESCARA

Nel luglio scorso era già stata segnalata dalle Organizzazioni Cooperative la insostenibile situazione della autorizzazione dei tagli boschivi da parte della Autorità Forestale Regionale, segnalazione alla quale è seguita ad agosto una comunicazione del Direttore Gaetano Valente secondo cui “si assicura che saranno adottate idonee soluzioni”, di cui ad oggi non si conosce l'esito.

Si ricorda che i compiti della Autorità Forestale sono demandati dall’Art. 4 bis “Taglio colturale e relative autorizzazioni” della Legge Regionale N. 28 del 12.04.1994 così come modificato con l’Art. 111 Legge Regionale 8 febbraio 2005 N. 6 al “Servizio Foreste della Direzione agricoltura, foreste e sviluppo rurale” .

Il Servizio Foreste ha però delegato a tale funzione gli Ispettorati Provinciali del Corpo Forestale dello Stato.

Ciò ha portato la nostra regione ad attuare l’unico caso in Italia di “federalismo alla rovescia”. Le funzioni della ”autorità forestale regionale”, che in tutta Italia sono prerogativa delle Regioni e dei loro uffici (come da Costituzione vigente), in Abruzzo sono state totalmente delegate al Corpo Forestale dello Stato, che è ritornato ad essere unico potere reale nel settore. Il CFS in Abruzzo istruisce progetti, approva o non approva, supervisiona e controlla i lavori, collauda, oltre a svolgere le funzioni di polizia, con potere di sanzione e incriminazione.

Era stato già denunciato a luglio come ormai si sia instaurata una prassi di comportamento che comporta, sempre purtroppo, allungamenti abnormi di tempi, richieste pretestuose di chiarimenti, pedissequo allineamento con le posizioni dei parchi, anche in contraddizione con le autorità ambientali che rilasciano le Valutazioni di incidenza (Comuni) e, soprattutto, bocciature pretestuose di progetti, alcuni dei quali prima approvati e poi bocciati. Fino ad arrivare al blocco di attività già in corso. La logica pare sempre essere quella di bloccare qualsiasi attività forestale, con gravi danni per i cittadini dei comuni montani, a cui si nega di fatto il diritto di uso civico e i proventi dai tagli boschivi, per le cooperative forestali, di cui viene bloccata l’attività, e per l’occupazione, in considerazione che ogni taglio boschivo potrebbe attivare dieci posti di lavoro nelle aree montane. E con danni anche per l’ambiente perché la legna (fonte di energia rinnovabile) viene sostituita con metano o gasolio (fonti non rinnovabili).

Questa situazione è purtroppo ormai abbastanza generalizzata sul territorio regionale (potremmo citare i casi di Pacentro, Arsita, Roccaraso, Farindola, ecc.) portando al blocco di attività per le quali, peraltro, non viene richiesto alcun contributo regionale.

Ad oggi si può stimare che questa situazione abbia comportato la perdita di almeno 150 posti di lavoro, che, aggiunta al mancato varo delle misure forestali del Piano di Sviluppo Rurale, ha portato in due anni al dimezzamento della forza lavoro delle cooperative forestali, passate da oltre mille addetti a circa 450.

A ciò si deve aggiungere il blocco delle attività dei Consorzi Forestali attuato attraverso la richiesta generalizzata di applicazione, peraltro dubbia, di una legge del 1988, di cui solo ora si è riesumata la necessità di applicazione, e la bocciatura di ben 30 richieste, di altrettanti comuni, per l'ottenimento dei contributi per la redazione di Piani di Gestione.

A questo punto, a nostro parere, si richiede un risolutivo intervento della Giunta Regionale che garantisca lo svolgimento della attività forestale. Appare infatti ben strano che una Giunta Regionale che ha fatto dello sviluppo la sua priorità permetta che vengano perse esperienze imprenditoriali e posti di lavoro che potrebbero essere salvati senza impegnare risorse regionali. In mancanza di un intervento in tempi brevissimi le cooperative forestali ed i loro soci non potranno che attuare tutte le possibili forme di protesta per salvare le proprie imprese e il futuro dei propri soci e lavoratori.

Siamo quindi a richiedere un incontro urgente al fine di risolvere le problematiche segnalate.

Restando in attesa, distinti saluti

Gasper Rino Talucci - Fedagri Confcooperative Abruzzo

Elio Di Odoardo - Legacoop Abruzzo

Giovanni Meuti – ForestAbruzzo

08 settembre 2009

Prezzario regionale - 2° Adeguamento Ricostruzione

lavoro_o_sindacato Si pubblica, così come convenuto nella Conferenza dei Servizi convocata dal Sig. Prefetto di L'Aquila in data 27/08/2009, in attesa del parere del C.R.T.A.- Sezione Lavori Pubblici e dopo l'istruttoria positiva da parte degli Uffici Regionali, l'elenco delle voci con relative analisi, per il 2° adeguamento del Prezzario Regionale a seguito degli eventi sismici del 6 Aprile 2009. L'elenco riporta la proposta delle voci presentata dal Comune di L'Aquila così come integrata/modificata dalla Società incaricata e condivisa dai Servizi Tecnici Regionali. Segue il 2° elenco delle nuove voci con le relative analisi prezzi.

Documenti e altre informazioni

16 gennaio 2009

PSR Misura 226: Proroga presentazione domande

n_art_0063 Con Determinazione Dirigenziale n° DH7/2 dell'8 gennaio 2009 il Servizio Foreste, Demanio Civico ed Armentizio della Direzione Agricoltura, Foreste e Sviluppo Rurale ha disposto la proroga di 60 giorni del termine ultimo per la presentazione delle domande di ammissione a finanziamento relative alla Misura 226 "Ricostituzione del potenziale produttivo forestale e interventi preventivi".

Determinazione Dirigenziale DH7/2 del 08/01/2009

14 gennaio 2009

Bando pubblico per l’attuazione della Misura 226 “Ricostituzione del potenziale produttivo forestale e interventi preventivi” PSR Abruzzo 2007-2013 – Richiesta chiarimenti

faggio_icona Pubblichiamo una nota del Coordinamento dei Consorzi Forestali inviata alla Regione Abruzzo - Direzione Agricoltura, Foreste e Sviluppo Rurale, Alimentazione, Caccia e Pesca - Servizio Foreste, Demanio Civico ed Armentizio

Un approfondito studio del Bando di cui in oggetto ha evidenziato alcuni aspetti che sollevano dubbi e delle osservazioni metodologiche che richiedono chiarimenti.

Paragrafo 11 – Determinazione dei costi e tipologie di intervento ammissibili a finanziamento (pag. 19) - Azione A) Ricostituzione dei boschi danneggiati dagli incendi.

Nell’ambito di tale azione è contemplata la bonifica dell’area percorsa dagli incendi mediante “tagli di smantellamento, come descritti nella voce A23d del Prezzario Regionale per interventi di forestazione” che recita:

A 23 - Intervento selvicolturale su bosco ceduo degradato mediante taglio di tramarratura e succisione delle ceppaie intristite e deperienti, taglio dei polloni sovrannumerari, riceppatura, ecc. compreso l'allestimento del materiale utile ritraibile, l'allontanamento e l'eliminazione di quello di risulta e per terreni anche rocciosi e scoscesi:

d) con taglio a raso per boschi incendiati

Dalla lettera della voce del Prezziario si evince che questa è utilizzabile solo ed esclusivamente se l’intervento di smantellamento interessa un bosco ceduo degradato incendiato.

Si evidenzia invece che la stragrande casistica dei boschi incendiati in Abruzzo coincide con fustaie artificiali (pinete) aventi in media 50 o 100 anni di età.

Per lo smantellamento delle tipologie forestali sopra richiamate si ritiene che non si possa che far ricorso all’Analisi Prezzi così come contemplato nelle premesse del PR, non essendo proponibile l’utilizzo della voce A23d (taglio a raso di ceduo degradato incendiato) poiché non adeguata né tecnicamente né economicamente.

Al fine di valutare la bontà di tale asserzione basta confrontare i dati medi di provvigione legnosa (massa legnosa presente su un ettaro di superficie) delle sopra richiamate tipologie forestali in esame:

Tipologia forestale

Provvigione legnosa media (massa legnosa totale) mc/ha

Pineta di Pino Nero di 100 anni

567 mc/ha corrispondenti a circa 5.103 qli/ha

(Cfr. Tavola alsometrica del Pino Nero III° classe di fertilità dei Prof.ri Bernetti e Cantiani)

Pineta di Pino Nero di 50 anni

334 mc/ha corrispondenti a circa 3.000 qli/ha

(Cfr. Tavola alsometrica del Pino Nero III° classe di fertilità dei Prof.ri Bernetti e Cantiani)

Ceduo misto degradato a fine turno (24-25 anni)

55,5 mc/ha corrispondenti a circa 550 qli/ha

(Cfr. Tavola alsometrica del ceduo misto matricinato pag. 513 “IL BOSCO CEDUO” di O. Ciancio e S. Nocentini)

Dalla tabella sopra riportata si evince che non è possibile utilizzare una voce di Prezzario congegnata per tagliare a raso un bosco incendiato con una massa legnosa media di 500-550 qli /ha per tipologie boschive aventi masse legnose sei o dieci volte superiori (3000-5000 qli/ha).

Non può quindi che farsi ricorso il ricorso all’Analisi Prezzi. Di tale opinione si richiede conferma.

C) Esbosco dei materiali utili ritraibili dall’intervento.

La voce A29 del PR per interventi di forestazione è utilizzabile solo per corrispondere l’esbosco di cui alla A23d (taglio raso di bosco ceduo degradato incendiato) trattandosi appunto di un sovrapprezzo della stessa.

Per l’esbosco del materiale legnoso ritraibile da tipologie di boschi percorsi da incendio, diverse dal ceduo degradato, è quindi necessario il ricorso all’Analisi Prezzi. Anche di tale opinione si richiede conferma.

Paragrafo 11.2 - Azione B) Interventi infrastrutturali finalizzati alla prevenzione- Manutenzione e adeguamento della viabilità forestale (pag. 21)

A) Manutenzione straordinaria della viabilità forestale.

Si fa presente che le voci del PR per interventi di forestazione, citate nel bando (A40, A41) risultano palesemente inadeguate sotto l’aspetto economico. Tale asserzione scaturisce da pregresse esperienze realizzate con il precedente PRS e da un’analisi comparativa dei vari prezzari regionali italiani circa le attività di manutenzione e costruzione di viabilità forestale.

Ci si propone pertanto di utilizzare il PR forestale (voci A40 e A41) per ricompensare interventi manutentivi afferenti solo ed esclusivamente a lavori di livellamento e/o di ripristino del piano viario usurato dal traffico eccessivo o da fenomeni erosivi eccezionali con l’ausilio di idoneo mezzo meccanico.

Di contro interventi manutentivi straordinari afferenti alle opere d’arti volte al presidio delle acque, ricarico di pietrisco sulla carreggiata, azioni sulle scarpate, ecc. potranno essere compensate ricorrendo al PR per opere edili. Di tale opinione si richiede conferma.

Paragrafo 11.2 - Azione B) Interventi infrastrutturali finalizzati alla prevenzione - Realizzazione di invasi idrici (pag. 24)

In relazione alla recinzione anti-intrusione viene imposto dal bando di non superare il dislivello di 1ml tra pelo libero dell’acqua e bordo superiore della recinzione posta al ad almeno 15 ml a partire dal centro della vasca.

In dette circostanze rende obbligatorio realizzare l’invaso nella tipologia semi-interrata al fine di poter predisporre una recinzione di almeno 2 ml di altezza (antintrusione).

In molti casi invece è opportuno, anche per motivi di sicurezza oltre che di semplicità di realizzazione, realizzare invasi idrici afferenti alla tipologia totalmente interrata. In tal caso ci si propone di realizzare la recinzione di 2,5 ml di altezza (anti-intrusione) ad una distanza di almeno 10ml dal bordo della vasca tale, nostro parere, da non ostacolare il prelievo mediante mezzo aereo. Di tale opinione si richiede conferma.

Paragrafo 15.1 - Presentazione delle domande di aiuto (pag. 24)

A tal riguardo risulta particolarmente efficace il confronto di detto paragrafo, lungo 4 pagine, con il corrispondente paragrafo del precedente bando PSR 2000/2006 del 2002 (vedi BURA n° 92 del 12/07/2002) contenuto in meno di una pagina.

La presentazione delle domande mediante portale SIAN, che presuppone che il beneficiario abbia già istituito un fascicolo aziendale contenente tutti i dati sui terreni comprese le modalità di possesso, avrebbe dovuto essere presupposto per una semplificazione e non, come accaduto, per una ulteriore burocratizzazione.

Al fine di rendere più fluida la progettazione senza inutili appesantimenti burocratici, volti solo a complicare e rendere inutilmente eccessivamente costoso l’iter di presentazione delle domande, si richiede pertanto un chiarimento che almeno ricalchi le precedenti esperienze.

In particolare per quanto concerne la presentazione degli elaborati cartografici e catastali si chiede di chiarire che, in presenza di fascicolo aziendale, l’estratto di mappa rilasciato dall’U.T.E, le visure catastali, l’estratto di CTR, la planimetria stato futuro, possano essere sostituite con “documentazione cartografica valida in base alle norme vigenti ai fini dell’individuazione delle opere oggetto d’intervento” e risultante nel fascicolo aziendale.

Stesso chiarimento di semplificazione riguarda la documentazione relativa al possesso dei terreni oggetto di intervento (contratti, convenzioni, ecc.) e la documentazione relativa la beneficiario, tutta documentazione già presente nel fascicolo aziendale. Si richiede conferma che la dizione “Qualora parte della documentazione elencata sia già in possesso dell’amministrazione e in corso di validità la stessa non dovrà essere nuovamente prodotta” riguardi anche la documentazione già presente nel fascicolo aziendale, che quindi non dovrà essere allegata alle domande.

Pregandovi di cortese urgenza, in considerazione della prossima scadenza del bando, distinti saluti

Giovanni Meuti

coordinatore

13 gennaio 2009

Bando pubblico per l’attuazione della Misura 226 PSR Abruzzo 2007-2013 – Applicabilità Art. 16 L.R. 3.3.1988 n° 25

13 gennaio 2009 - Pubblichiamo la nota inviata dal Coordinamento dei Consorzi Forestali d'Abruzzo alla Regione Abruzzo - Direzione Agricoltura, Foreste e Sviluppo Rurale, Alimentazione, Caccia e Pesca - Servizio Foreste, Demanio Civico ed Armentizio


Il Punto 8) del Bando di cui in oggetto richiede che “Per le terre civiche si applica quanto previsto dall’art. 16 della Legge Regionale 3.3.1988 n° 25 “Norme in materia di usi civici e gestione delle terre civiche – Esercizio delle funzioni amministrative”.

A seguito di una superficiale lettura di tale prescrizione alcuni Consorzi Forestali nostri associati hanno presentato delle richieste di determinazione regionale, peraltro rimaste inevase.

Una lettura approfondita dell’art. 16 della citata normativa ci porta invece a ritenere che tale normativa non trova applicazione nel caso specifico dei Consorzi Forestali in quanto non rientrante in nessuna delle forme previste dal suddetto art. 16.

Infatti lo stesso prevede che le terre civiche possono essere gestite, oltre che dai comuni e dalle amministrazioni separate, attraverso aziende speciali o “attraverso convenzioni con società di capitali”, oppure attraverso “concessioni di utenza” a “punto 1: società cooperative” “punto 2: coltivatori diretti o imprenditori agricoli”.

Nella fattispecie nessuno dei punti in questione è applicabile, in quanto i consorzi non sono aziende speciali né società di capitali, né, a maggior ragione, si può parlare di “concessioni di utenza”, peraltro riservate alle società cooperative, e i consorzi non lo sono, o a “coltivatori diretti o imprenditori agricoli a titolo principale”, figura peraltro non più esistente né nella normativa regionale né in quella nazionale.

A parere di questo coordinamento, ai fini della applicazione della normativa dell’art. 16, in realtà i consorzi forestali sono semplice emanazione organizzativa dei comuni o amministrazioni separate.

L’art. 2602 del Codice Civile, a norma della quale i Consorzi Forestali sono stati costituiti, infatti recita: “Con il contratto di Consorzio più imprenditori istituiscono un’organizzazione comune per la disciplina o per lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese”.

E ciò è esattamente ciò che fanno i Consorzi Forestali: i Comuni, attraverso una regolare Deliberazione del Consiglio comunale in cui aderiscono ad un Consorzio, al fine di razionalizzare lo svolgimento di fasi delle attività forestali, istituiscono una organizzazione comune.

Il comune o l’amministrazione separata resta quindi “gestore” delle terre civiche, sia in quanto partecipante al Consorzio, sia per il mandato ad essa conferito, che non può mai andare oltre quanto previsto con la Delibera di Consiglio comunale. Il consorzio non può quindi fare altro che “attuare” le legittime decisioni del comune o amministrazione separata, espresse in atti, quello iniziale o quelli successivi.

Peraltro, in ogni caso, nell’attività consortile non viene mai meno la garanzia per la collettività di un determinata zona di poter godere uti singoli e uti cives delle risorse naturali loro imputabili dal vincolo di uso civico. Anzi la presenza del Consorzio garantisce una razionale gestione tecnica e favorisce una conservazione del sistema della proprietà collettiva restando inalterati i principi di inalienabilità, inusucapibilità, indivisibilità e destinazione perpetua delle proprietà forestali. La struttura consortile favorisce inoltre un rapporto di relazione continua con le collettività locali e garantisce forme e tassi di utilizzo delle proprietà forestali tali da mantenerne la vitalità e funzionalità, rilevanti e costanti nel tempo, di interesse economico, ma anche ambientale e sociale.

I comuni e le amministrazioni separate, infine, si sono mosse in adesione a quanto previsto dall’art. 5 del Decreto Leg.vo n° 227 del 18 maggio 2001 “Decreto legislativo in materia di orientamento e modernizzazione del settore forestale”, che all’art. 5 comma 3 recita: “Per favorire lo sviluppo ed una più razionale gestione sostenibile delle risorse forestali, le regioni, gli enti locali e le associazioni agrarie promuovono la costituzione o la partecipazione ai consorzi forestali o altre forme associative.”

La stessa Regione Abruzzo, peraltro, in passato, giustamente, non ha mai richiesto la procedura dell’art. 16 L.R. 25/88 ai Consorzi Forestali, pur avendoli regolarmente finanziati con fondi pubblici, di fatto riconoscendone la funzione strumentale.

Alla luce di quanto evidenziato, al fine di evitare inutili appesantimenti burocratici, siamo a richiedere un Vs. autorevole parere che chiarisca, soprattutto, ma non soltanto, ai fini del Bando in oggetto, la non applicabilità dell’art. 16 della L.R. 25/88 ai Consorzi Forestali costituiti ai sensi dell’art. 2602 del Codice Civile.

Pregandovi di cortese urgenza, in considerazione della prossima scadenza del bando, distinti saluti

Giovanni Meuti

coordinatore


08 novembre 2008

PIANO TRIENNALE FORESTALE: UN PASTROCCHIO DA REVOCARE

La Giunta Regionale d’Abruzzo, con delibera regionale n. 897/P del 29 settembre 2008, ha approvato il Piano per il Triennio 2008 -2010 “Interventi di Forestazione e Valorizzazione ambientale”.

Il piano è stato varato dalla Giunta Regionale SENZA ALCUN CONFRONTO con le Organizzazioni rappresentative del mondo cooperativo (che nel settore rappresentano oltre l’80% delle imprese e degli addetti) né, ci risulta, con il resto del mondo agro-forestale.

E non si creda nella premessa in cui si dice del “contributo propositivo apportato dai tecnici e dagli operatori del settore”, SI MENTE SAPENDO DI MENTIRE, sfidiamo la Giunta Regionale a mostrare le prove di una consultazione mai avvenuta.

Una Giunta che avrebbe dovuto occuparsi della ordinaria amministrazione ha varato un Piano che, se pur con risorse finanziarie risibili, tende a vincolare il settore per il prossimo triennio, e fa ciò senza minimamente confrontarsi con chi, con gravi sacrifici, sta cercando di far sopravvivere il settore forestale nella nostra regione.

Forse la Giunta Regionale, e i suoi funzionari, avrebbero fatto bene ad occuparsi di far partire qualche bando del Piano di Sviluppo Rurale, cosi da evitare di lasciare a chi governerà la regione dopo le elezioni la polpetta avvelenata di tanti soldi da spendere con la spada di Damocle del grave rischio di vederceli revocati dalla Unione Europea al 31 dicembre 2009 perché non saremo risusciti a spendere i fondi del 2007. Oppure di garantire l’applicazione della legislazione vigente sulle attività di carattere privatistico, che vengono in ogni modo ostacolate dai suoi uffici, mettendo a rischio la sopravvivenza delle aziende e la tenuta occupazionale.

Il Piano forestale inoltre trasuda statalismo in tutte le pagine.

Due terzi del Piano è dedicata agli “Interventi la cui esecuzione fa carico direttamente alla Giunta Regionale”, al resto, che sono gli “Interventi la cui esecuzione fa carico a soggetti diversi dalla Giunta Regionale” vengono ammesso solo gli Enti pubblici.

E questo anche in spregio alla stessa legislazione regionale, che invece privilegia le attività affidate in concessione, con bando pubblico, ai soggetti privati e prioritariamente alle cooperative forestali. Una legislazione regionale che la Giunta sembra non conoscere, o fa finta di ignorare.

Infatti già nella copertina vengono citati le LL.RR. 28/94 – 106/94 e 6/94, dimenticando le modifiche apportate dall’ Art. 111 L.R. n° 6 del 8 febbraio 2005, chissà perché?

Così nella foga statalista si prevede di finanziare i Piani di gestione solo agli Enti pubblici, eliminando dai possibili beneficiari anche “le Amministrazioni separate degli usi civici e i comuni associati nei consorzi di gestione agro - silvo – pastorale”,così come previsto invece dall’ Art. 16/ bis della legge vigente, e in Abruzzo sono oltre 60 i comuni montani associati in questi consorzi. E dimenticando che, per la vigente Legge Regionale, i piani comprensoriali presentati da questi ultimi avrebbero dovuto avere priorità. E dimenticando, inoltre, che finanziando i Consorzi, che sono strutture private, si sarebbero potuti finanziare più piani non avendo il problema di finanziare l’IVA… ma a chi vive fuori del mondo reale che importa di questi piccoli problemi?

Quindi, nel rispetto dello Statuto della Regione Abruzzo che all’art. 11 disciplina l’istituto della concertazione e all’art. 7, comma 5 promuove la cooperazione come strumento di democrazia economica di sviluppo sociale, RICHIEDIAMO LA REVOCA DEL PIANO NELLA SUA ATTUALE STESURA, nonché di sospendere immediatamente ogni atto e azione derivante del Piano stesso, per poi avviare una opportuna concertazione con tutte le forze sociali che porti alla STESURA DI UN PIANO VERAMENTE ADEGUATO ALLE ESIGENZE DEL SETTORE E PIENAMENTE RISPONDENTE ALLA LEGISLAZIONE VIGENTE.

LA PRESIDENZA REGIONALE DI FEDAGRI ABRUZZO